Autore Redazione :: 20 Dicembre 2015

Una ricerca scozzese ha confermato che il trans-chalcone contenuto dalle radici combatte la proliferazione dei batteri della bocca

radici di liquirizia

Secondo quanto riportato dal quotidiano britannico, “The Telegraph”, l’Università di Edimburgo, in Scozia, avrebbe condotto uno studio i cui esiti costituiscono delle belle novità per gli amanti della liquirizia. La nota radice, infatti, conterrebbe il trans-chalcone, un composto di sostanze chimiche naturali che ucciderebbe i batteri del cavo orale prevenendo la formazione della placca.

In sintesi, la sostanza bloccherebbe l’azione degli enzimi che consentono ai batteri di prosperare all’interno della bocca: la liquirizia, dunque, con questa azione anti-carie, diventa la prima alleata di un sorriso splendente. Lo studio scozzese, che è il primo a dimostrare che il trans-chalcone è in grado di prevenire la formazione di biofilm (pellicole) batterici, è stato cofinanziato da Wrigley, noto produttore di gomme da masticare, che con ogni probabilità punterà nel prossimo futuro sui chewing gum anticarie.

In realtà, lo studio non si limita alla liquirizia: qualsiasi prodotto per l’igiene orale che contenga sostanze chimiche simili può migliorare l’igiene orale, sempre minacciata dai batteri che, metabolizzando gli zuccheri di cibi e bevande, portano alla produzione di placca e acidi che aprono la strada alla dannosa e dolorosa carie. La liquirizia, nelle sue più diverse forme (radici, chicchi, caramelle gommose) è consumata da milioni di persone già consapevoli delle sue proprietà emollienti e antiallergiche che aiutano a combattere infiammazioni, virus e ulcere.

Da ora in poi sarà ancora più amata. Ecco le dichiarazioni di Dominic Campopiano, leader del progetto di ricerca e dello studio pubblicato su “Chemical Communications”: “Siamo felici di aver osservato come questo composto abbia bloccato la formazione del biofilm da parte dello streptococcus mutans. Stiamo ampliando i nostri studi per includere prodotti naturali simili e indagando come implementarli nei prodotti destinati ai consumatori”.

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