Autore Laura Ruggeri :: 1 Dicembre 2015

Molti sono i sostenitori della cosiddetta dieta paleolitica, ma di cosa si tratta?

La dieta paleolitica, quali sono le sue caratteristiche

Da un po' di tempo si sente parlare di dieta paleolitica, uno stile alimentare che rievoca scenari risalenti a milioni di anni fa. Ma di cosa si tratta? È un regime alimentare fondamentalmente basato sul consumo di una ridotta quantità di carboidrati. I sostenitori di questa dieta si riallacciano alla storia evolutiva dell'uomo. Il genere Homo cui appartengono gli esseri umani sarebbe apparso circa 2 milioni di anni fa, secondo le ultime stime. Di contro l'agricoltura, ossia il coltivare la terra per ricavarne cibo, sarebbe una pratica risalente a circa 10 mila anni fa, un'epoca molto recente rispetto alla comparsa del primo uomo sulla terra. Proprio per questo motivo, l'organismo dell'uomo non sarebbe stato ancora capace di adattarsi e non si sarebbe evoluto per sostenere un'alimentazione basata sulla coltivazione dei campi.

In effetti, l'aumento dei casi di obesità e l'esplodere di patologie legate al metabolismo, come il diabete di tipo 2, fanno intuire che un pieno adattamento non vi sia stato. La vita sedentaria e l'abbondanza di cibo sono i responsabili di molte malattie contemporanee. Oltre a questo, anche la nostra psiche non è riuscita ad adattarsi alla vita delle grandi metropoli, dove spesso l'uomo soffre la solitudine e un senso di non appartenenza. È come se ci fosse un divario enorme tra l'evoluzione della specie umana e l'evoluzione della nostra società, dei nostri costumi e del nostro stile di vita: due fenomeni che procedono a velocità diverse.

Da questo genere di considerazioni, è venuta fuori la teoria secondo cui tornare a uno stile alimentare paleo, antico, precedente alla scoperta dell'agricoltura, potesse costituire la migliore alimentazione possibile per il corpo dell'uomo. Quindi bannati da questo regime dietetico tutti i prodotti che derivano dall'attività dell'uomo sui campi: no a cereali, legumi, latticini e ortaggi amidacei; sì a bacche, frutta, verdura, radici e carne. Sono concessi quanto cresce spontaneamente dalla terra e la carne degli animali cacciati. Bisogna mangiare ciò che l'organismo si è evoluto a digerire e assimilare.

Le percentuali delle principali macromolecole che costituiscono la dieta sono le seguenti:

23% di carboidrati

38% di proteine

39% di grassi

Le voci che si oppongono a questo regime affermano che il consumare cibo proveniente dalla raccolta o dalla caccia era una mera strategia di sopravvivenza cui l'uomo non si era perfettamente adattato, né nel paleolitico né adesso. Questa dieta viene criticata per essere iperproteica e dato che i legumi non sono contemplati, la carne è l'unica fonte di proteine. Questo eccessivo consumo di carne non è in linea con le ultime ricerche scientifiche che imputano alla carne, e in particolare a quella rossa, un potenziale potere cancerogeno.

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