Autore Laura Ruggeri :: 11 Dicembre 2015

Un nuovo studio indaga le correlazioni tra gli agenti inquinanti che possono essere presenti nel latte e il rischio di sviluppare il morbo di Parkinson

Il morbo di Parkinson e il latte contaminato

Una ricerca, apparsa sulla rivista Neurology condotta dalla University of Medical Science in Giappone, ha trovato un collegamento tra l'assunzione di latte e l'incremento del rischio di sviluppare la malattia di Parkinson. Questa è una patologia neurodegenerativa, che colpisce le capacità motorie del soggetto e il suo equilibrio, in particolar modo.

Lo studio ha tratto spunto da una precedente ricerca, condotta negli anni '80, che aveva analizzato 8 mila soggetti abitanti delle isole Hawaii. A quell'epoca veniva usato nelle coltivazioni di ananas un pesticida organo-clorurato. Dai detriti di questi ananas era stato anche prodotto un mangime per animali, per cui il pesticida in questione era stato ritrovato anche negli animali da allevamento e quindi nel loro latte. La domanda che i ricercatori si posero negli anni '80 era: “Esiste una correlazione tra l'ingestione di questo pesticida e le malattie cardiovascolari?”. Per fare questo fu vagliata l'alimentazione delle persone analizzate e anche le quantità di latte assunta giornalmente.

Oggi i ricercatori giapponesi della University of Medical Science hanno potuto avvalersi dei dati del precedente studio, per valutare quanto i pesticidi finiti nel latte possano aver causato il morbo di Parkinson. Molti dei pazienti analizzati negli anni '80 hanno acconsentito alla donazione del loro cervello ai fini di studio dopo la morte. I ricercatori analizzandone circa 400 hanno scoperto che gli uomini che avevano bevuto più latte mostravano maggiori lesioni nelle aree colpite dal morbo di Parkinson.

Tra i residui di pesticidi organo-clorurati, questi soggetti presentavano l'eptacloro epossido, individuato come responsabile dei cambiamenti associati alla malattia. Questa sostanza adesso non è più impiegata, ma rimane come agente inquinante di suolo e acqua. Lo studio rivela anche che altri pesticidi organo-clorurati sono stati trovati nella filiera di produzione del latte in Italia.

A conclusione dello studio, è presente una riflessione sul cibo, che non va considerato solo per il suo valore nutrizionale, ma anche per la possibilità di eventuale contaminazione. La ricerca non invita a smettere di bere latte, ma pone lo sguardo sul fatto che agenti inquinanti possano nuocere alla nostra salute in una maniera indiretta e poco immediata.

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