Autore Laura Ruggeri :: 7 Giugno 2015

Un summit, tenutosi lo scorso 2 giugno negli Stati Uniti, ha sottolineato l’importanza di un uso critico e responsabile degli antibiotici negli allevamenti animali

Antibiotici nella carne negli USA

Lo scorso 2 giugno l’amministrazione Obama ha indetto un summit allo scopo di riunire le parti interessate nel settore della produzione di carne, per discutere dell’eliminazione degli antibiotici non necessari dalla filiera delle aziende di allevamento. Dal forum è emerso un memorandum, col quale il governo incoraggia un uso responsabile degli antibiotici.

Infatti, numerose aziende ne compiono un uso scellerato, impiegandoli, per lo più, con lo sopo di generare un aumento di peso negli animali da macello. Al contrario, per uso responsabile degli antibiotici si intende una somministrazione mirata, dedicata alla profilassi o alla terapia contro le malattie infettive.

Ma qual è il pericolo che si nasconde dietro un uso indiscriminato e irresponsabile di questa categoria di farmaci? L’abuso di antibiotici porta allo sviluppo di ceppi batterici resistenti ai normali trattamenti antibiotici. Questi, infettando gli esseri umani, causano il decesso di circa 23.000 di persone all’anno.

Proprio nella direzione della lotta allo sviluppo di pericolose resistenze batteriche, il governo americano sta prendendo le oppurtune misure per fare in modo che le carni vendute provengano da allevamenti che fanno un uso responsabile degli antibiotici.

In questa direzione, l’Agenzia per i Servizi Generali, la GSA, sancirà dei regolamenti, in base ai quali i fornitori saranno tenuti a dichiarare l’eventuale uso di antibiotici. Nei prossimi mesi verranno compiuti studi per valutare la domanda e l’offerta di tali carni e le conseguenti oscillazioni del loro prezzo.

La Casa Bianca ha già cominciato a dare il buon esempio, servendo pasti dove la carne è esclusivamente quella non trattata con antibiotici o ormoni.

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